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La Chanson de Mai ’94 on-line

E’ on-line su

www.myspace.com/lemaldarchive

La chanson du Mai ’94, il nuovo pezzo dei Le Mal d’Archive.

Farà parte dell’ E.P. La chanson de Mai

Stanotte mi piace così

Due cose mi hanno fatto davvero piacere stanotte: leggere un post, così leggero e soffice che sembra una nuvola (o un palloncino). E ascoltare il delizioso remix di Histoires de plage rifatto dal  mio amico Spineless.

“Ecco stasera mi piace così con queste stelle appiccicate al cielo”

Dada Music Movement. La tua ricerca “Murcof” non ha prodotto risultati

Qualche giorno fa ho accettato l’invito di Buzz Paradise per partecipare alla campagna di Dada Music logo Dada Music MovementMovement: la community musicale della società fiorentina dove ascoltare in streaming o comprare musica DRM free.  Mi chiedono di scrivere qualche riga su questo servizio. E per la causa (il futuro della musica on-line), lo faccio volentieri.

Premetto che ammiro Dada, la sua storia. Da web agency a multinazionale quotata in Borsa. Un buon risultato per gente che ha fondato una società web-based, in Italia. Avrei voluto parlarne bene.  Davvero. Se solo in apertura non mi avessero piazzato quella disgustosa foto 1024 per 768 degli Amici di Maria De Filippi.  (Non so a causa di quale strana associazione di idee ma questo mi ha ricordato una scena vista stamattina:  due gruppi di persone, i “ragazzi” del PD e quelli di Forza Italia,  davanti alla sezione i primi, sotto il municipio gli altri, vestiti di tutto punto per la “domenica nel villaggio”.  Felici, dopo la Messa. Sorridenti, pacche sulle spalle, caffè al bar, idee fresche, giovani. Il futuro, le strategie per spartirselo, fosse anche un cazzo di patrocinio della provincia per la sagra della braciola.  Fottersi tutti, ma tra amici e con dolcezza)

“Nel tuo piccolo mondo fra piccole iene
anche il sole sorge solo se conviene. “

Dada, decisamente un faux pas, almeno per quelli come me. Tuttavia,  destreggiandomi in uno dei principali sport italiani, il  montanelliano turamento del naso, skippo e proseguo la mia visita sul sito.

Mi iscrivo e scarico subito un pezzo: Riprendere Berlino degli Afterhours. In realtà, possiedo già l’ intero album, ma l’avevo sentito ieri pomeriggio in un supermercato di Caserta e mi è rimasto in mente.

Servono ricerche più mirate, però. E serve una playlist. Ma tutti i miei pazienti tentativi per capire come diavolo crearla falliscono. Sarà colpa mia, ma in genere su altri siti raggiungo l’obiettivo in pochi click. Fatto sta che nella sezione  “profilo” non c’è e nell’help..lasciamo stare.  Così, eccomi qua, senza una lista di pezzi snob di cui andar fiero. Vorrà dire che mi limiterò a fare un breve elenco di quali brani ho trovato e quali no.

Però, nel frattempo,questa storia della playlist mi ha fatto venire voglia di umiliare il database di Dada (sono fatto così, che ci vuoi fà?) . Quindi procediamo.

“non ho paura sai degli ecomostri, dei parchimetri dei centri commerciali, dei benzinai”

Bene, vediamo se trovo Le Luci della Centrale Elettrica. No. Uno a zero, palla al centro (e pensare che questa è ancora la formazione per le amichevoli, non oso immaginare se metto in campo Murcof)

Solo che così è troppo facile. Meglio mantenere un profilo basso e provare con un grande classico: Space Oddity di Bowie. Ovviamente c’è e lo scarico.  Non solo. Trovo anche un album di rivisitazioni in chiave electro-glitch dei pezzi del Duca Bianco. Non sono un granchè, ma almeno Dada qui non c’entra.

Andiamo avanti. I Blonde Redhead? Ci saranno i Blonde Redhead? NO! Questo è un colpo al cuore. Chi mi conosce lo sa. Però, c’è Gainsbourg. I Tool pure, almeno credo. Il problema è che anche qui mi riesce difficile capire come filtrare la ricerca per artista. I Melvins, invece, sono presenti ma il pezzo si interrompe, così per sport.

Navigo un pò nel sito e noto che vi partecipa una bella community composta per lo più da ragazze con orsacchiotti tra le braccia e giovinastri col ciuffo.

Bene, il verdetto è:  si impegna ma può fare di più.  Credo che per ora non utilizzerò Dada Music Movement per ascoltare musica e, siccome non mi interessa granchè conoscere gente cool, lo escludo anche come community. Confermo, invece, questo, questo e questo.

Un riconoscimento però al sito va fatto:  agli utenti viene data la possibilità di utilizzare Google AdSense nei loro profili. Su questo, per quanto ne so, Facebook non c’è ancora arrivato.

Le Mal d’Archive su Dream Magazine

Sul numero di Dream Magazine in edicola questo mese su Napoli e provincia.

Dream Magazine, Le Mal d\'Archive

Per un’apologia del pianobar

Arriva presto. Con gli altri ancora in ufficio o al mare. Arriva molto in anticipo. Nel cofano della macchina amplificatore, mixer e reggitastiera. La tastiera, quella spesso è sul sedile posteriore, ché è lunga e il cofano troppo stretto. La macchina la parcheggia il più possibile vicino l’entrata del locale e sarebbe bello se ci fosse qualche cameriere a dargli una mano a scaricare un pò di strumentazione. Ha suonato in molti locali e sono tutti più o meno uguali, con la stessa categoria di gente. Giovani coppie, insopportabili comitive di amici con le loro richieste stupide, famiglie con bambini al seguito. Sono anni che è nel giro. Sa cosa gli chiederanno e non è mai impreparato. Ricorda i primi tempi, in cui era addirittura emozionato. Temeva il pubblico e le critica, sempre troppo severa verso chi, per mestiere, accontenta accontentandosi. Erano i tempi di nuvole di fumo fluttuanti sui tavoli, nella penombra di un pianobar. Poi le ha imparate tutte e ogni volta che i clienti gridavano “Suonala ancora”, lui, pienamente consapevole del suo lavoro, la suonava e la risuonava. Sorridendo e senza storie.

“E’ un pianista di piano bar
vende a tutti tutto quel che ha
non sperare di farlo piangere
perche’ piangere non sa’.

[...] Solo un pianista di piano bar
e suonera’ finche’ lo vuoi sentire
non ti deludera’…
solo un pianista di piano bar
e cantera’ finche’ lo vuoi sentire
non ti disturbera’…”

Un pò di impegno ci voleva, quando ha iniziato. Il tempo, poi, gli ha facilitato le cose quando un giorno si sono spalancate le porte del MIDI. Migliaia di pezzi in scatola, pronti per l’uso. Così è perfetto. Musica precotta per il popolo che deve distrarsi.

Il pianista di pianobar, la gente si diverte anche se nessuno lo ascolta. Questo lo fa sentire un pò poeta incompreso. In fondo, il pianobar potrebbe essere una sintesi della poesia, è Satie e Umberto Smaila, è Tenco e Sapore di mare, è Gansbourg e Franco Bracardi. Solo che un poeta può fermarsi a bere un drink, il pianobarista invece ha il proprietario o la moglie del proprietario che lo controlla. Il pianista di pianobar, sembrerà strano, ma un’etica ce l’ha. Ne sono sicuro. Solo che l’ideologia non è il suo lavoro. Sa che gli anni ’70 sono passati almeno da da più di trent’anni e insieme a loro la Scuola di Francoforte, per cui non vede il motivo di distinguere la musica colta dalla musica popular. Non è mica Adorno, cazzo! E’ solo un onesto musicista a gettone. Sono d’accordo con il pianobarista che dice che fare dell’etica una lavoro è rischioso , solo i preti possono permetterselo e nemmeno tanto. Perciò, prenditi il tuo fottuto mojito, siediti, pensa a distrarti con la tipa e non ascoltarlo (questo è il minimo che tu possa fare per portargli un pò di rispetto). Il pianobarista, se solo volesse, potrebbe svisare con brio da Edoardo De Crescenzo a Coltrane, ma non lo farà. Per i vostri momenti indimenticabili, suonerà ancora De Crescenzo.

Rendiamo grazia a deezer

deezer.comPer molti non sarà più una novità, per me, invece, povero dinosauro del terzo millennio, è stata una piacevole scoperta. Galeotta fu una serata a casa di un amico qualche giorno fa. Lui tranquillo mi chiede “Perché non vai su deezer e metti un pò di musica?”. Lo guardo, temporeggio, “Dove!!!???”. Dopo lo spelling di routine, digito la url testé richiestami.
Bene, ecco cosa ho trovato. Deezer.com, un sitarello, nato da un’idea dei nostri cuginetti francesi, che ti permette di ascoltare in streaming la musica che vuoi, anche quella schiava delle royalties.

C’è last.fm, d’accordo. Però qui il funzionamento è leggermente diverso. Nel senso, ad ogni ricerca il software ti restituisce una playlist, anche abbastanza corposa, dei brani dell’artista richiesto. Tu puoi scegliere il pezzo che vuoi. E il pezzo, stai sicuro, lo trovi, perchè il database sembra davvero fornito. Se poi consideriamo il fatto che gli utenti iscritti possono uploadare i loro brani, il gioco è fatto.

E poi ci sono le radio e la Smart Radio: la prima, sul classico, da selezionare in base al genere (indie, pop, jazz e quant’altro); la seconda che “é una radio intelligente che apprende con te, sempre più su misura. Se non ti piace un brano, glielo dici, e lei si attiverà per essere sempre più a tua immagine e somiglianza” .

Deezer.com, ça va sans dire, abbraccia la filosofia web 2.0 oriented, puntando sulla comunità di utenti che collezionano amicizie, condividono playlist, uploadano brani e possono avere il loro blog personale.

Personalmente, la cosa che ha suscitato maggiormente il mio interesse è stata proprio la possibilità di linkare la musica nel proprio blog. Schizofonia.com è un blog che definirei sonoro ed è frustrante scrivere di musica senza che il lettore possa ascoltarla. Ma ho sempre dovuto fare i conti con il famigerato diritto d’autore. Adesso, come l’arrotino, arriva provvidenziale Deezer. Non arroterà coltelli, forbici, forbicine, e forbici da seta, ma almeno ti permette di postare la simpatica canzoncina nel tuo blog e farla partire attraverso un player. Tutto assolutamente legale. Sembra, infatti, che gli ideatori del sito siano riusciti a raggiungere un accordo con gli enti francesi che proteggono il diritto d’autore, come la SACEM e la SASEM. Ecco, questa sì che è una cosa mooolto figa.
Forse in Italia la SIAE avrà qualcosa da ridire o forse no, non mi pongo il problema. Per quel che ne so, io rendo grazia a deezer e posto un brano del sempiterno Robert.

free music

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