Ableton Live + mash-up = compositore digitale

Non so tu che ne pensi, ma Ableton Live è una grande invenzione. Lo adoro. E il mash-up, sai cos’è? Che idea! Da wikipedia scopro che il termine deriva dal creolo giamaicano. Significa distruggere.  In pratica, se crei qualcosa di nuovo dall’unione o dalla distruzione di altre cose, hai appena fatto un mash-up. Però attenzione a non estenderlo a campi che non gli sono propri, si fa mash-up in musica, video o in informatica. Basta, non si mashappa altro.  Non è che senti la parola distruzione e cerchi di mashappare stati terroristici, famiglie, foreste o banche.  Solo cose belle. E in questo post lo utilizziamo per fare musica.

Ti parlavo di Ableton Live, prima. Con questo software qualcuno fa cose straordinarie e qualcun altro cose  semplicemente divertenti. Qui te ne voglio far vedere una del secondo tipo.

Si tratta di un esempio di mash-up ben fatto. L’autore, Chris Han, ha fatto un remix di una serie di brani e musiche che hanno in comune tra loro, la parola “Love” nel titolo. Poi, ha fatto uno screen recording della timeline di Live in azione e l’ascoltatore ha una percezione visiva del remix.

Il remix è gradevole, niente più. Ma la questione è un’altra. Non ti sembra un ritorno alla scrittura, dove il pentagramma, ormai in disuso tra compositori che non abbiano una formazione classica, diventa la timeline di un sequencer? Pensa di non avere più le cinque righe e i quattro spazi, ma infinite tracce sulle quali scrivere. Pensa a migliaia di compositori che al posto dei tagli addizionali, hanno il tasto destro destro di un mouse che gli dice “Add Audio Track”  (o MIDI Track) o  che, invece di inserire una pausa di semibreve, fanno un taglio e spostano la traccia di quanto preferiscono.  Ovviamente, per l’analogico il discorso è un pò diverso. Il mio non è assolutamente un j’accuse nei suoi confronti, ci mancherebbe altro. Infatti, anche lì puoi editare come meglio credi (e a detta di molti, con risultati migliori) la tua musica. Solo che non la vedi. Scusami, ma questo è un passaggio importante. Vedere quello che suoni è ciò che rende un software più user friendly, più diffuso e più economico, rispetto alle bobine. Poi, ricorda che con l’analogico hai bisogno del tecnico che ti registra la musica, come il cattolico ha bisogno del prete che gli legge la Bibbia. Col digitale la Bibbia te la leggi e te la scrivi da te. Sei tu che finalmente controlli i fottutissimi mezzi di produzione. Il digitale per un musicista è anche un pò questo: una figata socialista.


Love Songs from Chris 'The Falcon' Han on Vimeo.

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6 Responses to “Ableton Live + mash-up = compositore digitale”


  1. 1 Luigi Mastandrea

    bè, tutto ciò (ovvero il brano composto da altri brani con la parola love) si può fare con qualunque sequencer…tipo pro-tools o cubase o logic…secondo me il meglio di sè ableton lo dà come strumento da usare dal vivo.
    E poi è probabilmente illusorio ritenere che col mezzo digitale si taglino le intermediazioni: in una certa misura la bibbia dei musicisti digitali la scrivono pur sempre gli informatici, e produrre qualcosa di originale e magari anche divertente rimane sempre un problema vecchio quando l’umanità; Dio benedica ableton, ma il resto lo fa la cura e la passione, l’istinto musicale, gli ascolti…

  2. 2 feliz

    Certo Luigi, il discorso della passione, del gusto, dell’istinto è e sarà sempre fondamentale. Non c’è tecnologia che tenga. Quello che, però, cercavo di sottolineare è che il fatto di avere un percezione visiva della musica che ti permettono i software, ha reso questo mondo più accessibile ed economico. L’home recording senza il digitale non sarebbe quello che è oggi.

    Concordo, su Ableton. In modalità Session View dà il meglio.

  3. 3 S.

    il mash-up è una delle più belle intuizioni degli ultimi venti anni.
    il concetto non è nuovo, ma raramente era stato applicato alla musica: creare opere d’arte originali, interamente composte da materiale non originale.

  4. 4 Luigi Mastandrea

    concordo appieno, complimenti per questo bel blog!

  5. 5 feliz

    @S. : per il copyleft, ippi ippi urrà!

    @Luigi: grazie!

  6. 6 Nicola

    “una figata socialista” è una delle definizioni più belle che abbia sentito negli ultimi mesi (in generale, non in riferimento al sw qui recensito)

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