Podcast dei Le Mal d’Archive su electronique.it

Le Mal D'Archive

Le Mal D’Archive – electronique.it podcast

1. Intro (1 min)
2. Libido Videndi (1.00-20.00)
3. Beckett (20.00-31.00)
4. Les Petites Mortes (31.00-39.00)
5. Cosa succederá alla ragazza d’Archive (39.00-44.00)
6. Outro (44.00-45.00)

Author: Le Mal D’Archive (IT)

Year: 2008

download podacst (mp3)64 MB

Le Mal D'Archive
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Le Mal D’Archive is a project at the turn of independent electronic and sound design that sees its distinctive feature in the intersection between two apparently irreconcilable worlds such as experimental music on the one hand and the “chanson” for the more harmonious and Matrix melodic heritage of Italian music on the other.

“Un suono multistrato caratterizzato da grandi atmosfere grigie ed innumerevoli spunti derivanti dall’inserimento di “micro” suoni. Ancora una dimostrazione di quanto gli artisti italiani stiano al passo con i più osannati colleghi internazionali” electronique.it

An electronique.it release

Ableton Live + mash-up = compositore digitale

Non so tu che ne pensi, ma Ableton Live è una grande invenzione. Lo adoro. E il mash-up, sai cos’è? Che idea! Da wikipedia scopro che il termine deriva dal creolo giamaicano. Significa distruggere.  In pratica, se crei qualcosa di nuovo dall’unione o dalla distruzione di altre cose, hai appena fatto un mash-up. Però attenzione a non estenderlo a campi che non gli sono propri, si fa mash-up in musica, video o in informatica. Basta, non si mashappa altro.  Non è che senti la parola distruzione e cerchi di mashappare stati terroristici, famiglie, foreste o banche.  Solo cose belle. E in questo post lo utilizziamo per fare musica.

Ti parlavo di Ableton Live, prima. Con questo software qualcuno fa cose straordinarie e qualcun altro cose  semplicemente divertenti. Qui te ne voglio far vedere una del secondo tipo.

Si tratta di un esempio di mash-up ben fatto. L’autore, Chris Han, ha fatto un remix di una serie di brani e musiche che hanno in comune tra loro, la parola “Love” nel titolo. Poi, ha fatto uno screen recording della timeline di Live in azione e l’ascoltatore ha una percezione visiva del remix.

Il remix è gradevole, niente più. Ma la questione è un’altra. Non ti sembra un ritorno alla scrittura, dove il pentagramma, ormai in disuso tra compositori che non abbiano una formazione classica, diventa la timeline di un sequencer? Pensa di non avere più le cinque righe e i quattro spazi, ma infinite tracce sulle quali scrivere. Pensa a migliaia di compositori che al posto dei tagli addizionali, hanno il tasto destro destro di un mouse che gli dice “Add Audio Track”  (o MIDI Track) o  che, invece di inserire una pausa di semibreve, fanno un taglio e spostano la traccia di quanto preferiscono.  Ovviamente, per l’analogico il discorso è un pò diverso. Il mio non è assolutamente un j’accuse nei suoi confronti, ci mancherebbe altro. Infatti, anche lì puoi editare come meglio credi (e a detta di molti, con risultati migliori) la tua musica. Solo che non la vedi. Scusami, ma questo è un passaggio importante. Vedere quello che suoni è ciò che rende un software più user friendly, più diffuso e più economico, rispetto alle bobine. Poi, ricorda che con l’analogico hai bisogno del tecnico che ti registra la musica, come il cattolico ha bisogno del prete che gli legge la Bibbia. Col digitale la Bibbia te la leggi e te la scrivi da te. Sei tu che finalmente controlli i fottutissimi mezzi di produzione. Il digitale per un musicista è anche un pò questo: una figata socialista.


Love Songs from Chris 'The Falcon' Han on Vimeo.